Segnalazione serotoninergica
La segnalazione serotoninergica costituisce un sistema neuromodulatorio altamente pervasivo che regola l’umore, l’appetito, i cicli sonno-veglia, la percezione del dolore, la cognizione e la motilità gastrointestinale. La serotonina (5-HT) è sintetizzata a partire da L-triptofano via triptofano idrossilasi (TPH), l’enzima limitante della velocità, di cui TPH1 è periferica e TPH2 è centrale; circa il 90 % della serotonina corporea è prodotta nell’intestino (Walther et al., 2003; Gershon, 2013). I neuroni serotoninergici centrali si raggruppano nei nuclei del rafe e proiettano ampiamente nel prosencefalo, nel cervelletto e nel midollo spinale; il rafe dorsale innerva le regioni corticali e limbiche, mentre il rafe mediano si dirige all’ippocampo e al setto (Jacobs & Azmitia, 1992). La serotonina opera prevalentemente mediante trasmissione volumetrica, diffondendosi oltre le sinapsi per modulare grandi popolazioni neuronali su scale temporali prolungate (Bunin & Wightman, 1998). La segnalazione è terminata dal reuptake mediato dal trasportatore della serotonina (SERT) e dalla degradazione da parte della MAO (Murphy et al., 2004).
La serotonina segnala attraverso sette famiglie di recettori (5-HT1 fino a 5-HT7) che comprendono almeno 14 GPCR, più il recettore ionotropico 5-HT3 (Hoyer et al., 2002). I recettori 5-HT1 (in particolare 1A) si accoppiano a Gαi/o, inibiscono il cAMP e funzionano sia come recettori postsinaptici sia come autorrecettori presinaptici che inibiscono il firing del rafe via feedback negativo (Albert & Vahid-Ansari, 2019). I recettori 5-HT2 (2A, 2B, 2C) si accoppiano a Gαq, attivano la fosfolipasi C e aumentano il calcio intracellulare; il 5-HT2A media gli effetti degli psichedelici (González-Maeso & Sealfon, 2009). I recettori 5-HT3 sono canali cationici che mediano una rapida depolarizzazione, rilevanti per l’emesi (Thompson & Lummis, 2007). I 5-HT4, 5-HT6 e 5-HT7 si accoppiano a Gαs, stimolano il cAMP e influenzano la cognizione e i ritmi circadiani (Bockaert et al., 2006).
Funzionalmente, la serotonina promuove la sazietà (5-HT2C), modula l’umore e la resilienza allo stress, regola la veglia e sopprime il sonno REM, e modula la trasmissione del dolore (Monti, 2011; Halford et al., 2007). La serotonina derivata dall’intestino regola la motilità e la secrezione, con il 5-HT4 che promuove la peristalsi e il 5-HT3 che media i riflessi emetici (Gershon, 2013). La serotonina è anche critica per lo sviluppo neurale, influenzando la migrazione neuronale e la formazione dei circuiti (Gaspar et al., 2003). Patologicamente, un tono serotoninergico ridotto è alla base della depressione maggiore e dell’ansia, trattate con SSRI e SNRI (Krishnan & Nestler, 2008; Cipriani et al., 2018). Anche il DOC e la bulimia rispondono agli SSRI (Pigott & Seay, 1999). L’emicrania coinvolge una disregolazione serotoninergica e viene trattata con agonisti 5-HT1B/1D (triptani) (Goadsby et al., 2002). La sindrome da serotonina risulta da un’eccessiva attività serotoninergica, tipicamente da interazioni farmacologiche (Boyer & Shannon, 2005). Gli antipsicotici atipici agiscono via antagonismo 5-HT2A/D2 (Meltzer et al., 2003). Terapeuticamente, gli antagonisti 5-HT3 (ad es. ondansetron) sono antiemetici, gli agonisti 5-HT4 trattano la stitichezza, e gli agonisti 5-HT2A come la psilocibina sono in fase di studio per la depressione resistente al trattamento (Carhart-Harris et al., 2016). In conclusione, la segnalazione serotoninergica, attraverso le sue diverse famiglie di recettori e le ampie proiezioni, regola umore, appetito, sonno, dolore e funzione intestinale; la disfunzione è alla base di depressione, emicrania e altri disturbi, rendendola un importante bersaglio terapeutico.
Riferimenti
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